Le azioni Apple sono tornate in territorio record dopo un recupero rapido: il titolo ha guadagnato circa il 15% rispetto alla sua peggiore giornata in oltre un anno, aggiungendo quasi 600 miliardi di dollari di valore dalla data del 25 giugno.
Il rimbalzo arriva mentre cresce l’inquietudine degli investitori per gli ingenti capitali che continuano a confluire nella costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale, senza però un chiaro orizzonte temporale per il ritorno economico di tali investimenti.
La strategia AI di Apple viene letta come un vantaggio
In questo contesto, la scelta di Apple di non partecipare direttamente alla “spending spree” dei data center e di pagare Google per l’accesso ai suoi modelli AI di frontiera viene sempre più interpretata dai trader come un asset, non come un rischio.
Apple utilizza Gemini per supportare la versione rinnovata di Siri e le nuove funzioni di Apple Intelligence che verranno integrate su diverse piattaforme.
WWDC: iniziale pressione sul titolo, poi il recupero
La presentazione WWDC dello scorso mese, con l’annuncio delle prossime funzioni AI in iOS 27 e macOS Golden Gate, aveva inizialmente spinto il titolo verso il basso. Da allora, però, la performance si è ribaltata con un recupero marcato.
Prezzi e costi memoria: il contraccolpo che ha fatto scattare la peggiore seduta
Il rally si sviluppa nonostante Apple stia affrontando pressioni legate all’aumento dei costi dei chip di memoria. Proprio questo scenario ha portato l’azienda ad alzare i prezzi di Mac, iPad e dispositivi Home il 25 giugno.
La manovra ha coinciso con la peggiore flessione giornaliera del titolo da aprile 2025: le azioni hanno chiuso a 275,15 dollari. Gli iPhone, invece, non hanno subito aumenti di prezzo nella stessa occasione, ma Apple ha lasciato intendere che ulteriori rialzi potrebbero arrivare.
Attenzione anche al possibile catalizzatore: iPhone pieghevole
Tra i fattori seguiti dal mercato c’è anche l’iPhone pieghevole atteso a settembre. Le indicazioni sul potenziale volume produttivo, con l’obiettivo di circa 10 milioni di unità nel corso dell’anno (in aumento rispetto a una stima precedente di 7-8 milioni), alimentano l’idea che il dispositivo possa diventare un catalizzatore.
Record vicini e confronto con i “Magnificent Seven”
Nel 2026 il titolo Apple risulta in rialzo del 16%, posizionandosi come il migliore performer tra i “Magnificent Seven” insieme a Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia e Tesla. Venerdì il titolo ha chiuso a 315,32 dollari, a pochi passi dal massimo storico di 317,40 dollari fissato nei primi giorni di giugno.
Nei prossimi giorni, TechJournal approfondirà con un commentatore tecnologico se la scelta di Apple di evitare la corsa agli investimenti nei data center AI possa trasformarsi davvero in un vantaggio strategico.

