Apple sta considerando un cambiamento significativo nel funzionamento di Siri, valutando la possibilità di eseguire il suo chatbot di nuova generazione sull’infrastruttura cloud di Google piuttosto che interamente sui propri server di Private Cloud Compute. Questa notizia è stata riportata da Bloomberg e da Mark Gurman.
Secondo il rapporto, Apple è in discussione con Google per ospitare il chatbot di Siri su server di proprietà di Google, alimentati da Tensor Processing Units (TPUs), un tipo di chip progettato specificamente per carichi di lavoro di intelligenza artificiale su larga scala. Questo rappresenterebbe un notevole cambiamento rispetto all’enfasi di Apple nel processare le richieste degli utenti direttamente sui dispositivi o attraverso la propria infrastruttura di Private Cloud Compute.
Dettagli sull’implementazione
Le migliorie a breve termine per Siri, previste per iOS 26.4, continueranno a funzionare sui server di Private Cloud Compute di Apple, che sono stati presentati nel 2024 come un’alternativa incentrata sulla privacy rispetto all’elaborazione locale. Questo sistema si basa su server progettati da Apple, costruiti attorno a chip Mac di alta gamma, e Apple ha posizionato il sistema come uno in cui i dati degli utenti vengono elaborati temporaneamente e non vengono conservati, nemmeno accessibili ad Apple stessa.
Il chatbot di Siri più avanzato, previsto per il prossimo grande aggiornamento del sistema operativo, dovrebbe basarsi su un modello di linguaggio di grandi dimensioni sviluppato da Google, noto internamente come Apple Foundation Models versione 11, comparabile in capacità ai più recenti modelli Gemini di Google. L’esecuzione di un tale modello su larga scala potrebbe superare la capacità pratica dell’attuale infrastruttura di Private Cloud Compute di Apple, rendendo necessaria l’adozione dell’ampia e specializzata infrastruttura cloud e hardware AI di Google.
Privacy e dati degli utenti
La possibilità di eseguire le richieste di Siri sui server di Google non implica necessariamente che Google avrà accesso ai dati degli utenti in un senso convenzionale. Apple si affida già a fornitori di cloud di terze parti, inclusi Google, per parti dell’infrastruttura di iCloud, mantenendo il controllo sulle chiavi di crittografia e sulle politiche di gestione dei dati.
Fonti
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su MacRumors.com.

