La beta più recente di Reality Composer Pro 3, lo strumento di Apple per creare esperienze spaziali destinate ad Apple Vision Pro, sembra contenere tracce di “The Machinery”, un progetto di sviluppo giochi avviato con ambizioni elevate e poi interrotto nel 2022 senza spiegazioni pubbliche.
Le indicazioni emergono da analisi del codice presenti nei binari inclusi nella beta: al loro interno compaiono almeno 40 menzioni di “the machinery” o “our machinery”. Oltre alle stringhe testuali, i riferimenti sembrano riflettere anche elementi strutturali del progetto, includendo aspetti legati a gestione degli asset e architettura basata su database.
“The Truth” e somiglianze con l’approccio di Apple
Uno dei punti centrali di “The Machinery” era un sistema chiamato “The Truth”, descritto come un’architettura guidata da database pensata per unificare asset, oggetti, dipendenze e stato dell’editor. Nella descrizione dei contenuti e delle funzionalità associate alla versione più recente di Reality Composer Pro, emergono concetti che richiamano da vicino quell’impostazione: prototipi riutilizzabili, live editing, tracciamento delle dipendenze tra asset e iterazione rapida.
La presenza di riferimenti diretti nel codice viene quindi letta come un indizio che almeno alcune idee sviluppate in “The Machinery” possano essere confluite, in qualche forma, nell’ecosistema di strumenti per la creazione di contenuti spaziali di Apple.
Il ruolo di Our Machinery e il collegamento professionale
“The Machinery” era sviluppato da Our Machinery, una società composta da veterani dell’engine Bitsquid. Il progetto aveva conquistato una community di programmatori di motori per il suo approccio non convenzionale ai workflow di creazione dei contenuti.
In aggiunta ai riferimenti tecnici, viene citato anche un elemento di contesto: Tricia Gray, co-fondatrice e CEO di Our Machinery, risulta oggi impegnata nel team di strumenti per sviluppatori legati al spatial computing di Apple.
Licenza, acquisizione o eredità tecnologica?
Al momento non è chiaro quale sia stato il percorso che ha portato questi elementi nel codice di Apple: non si può stabilire se Apple abbia licenziato la tecnologia, acquisito l’azienda o se abbia in qualche modo ereditato parti del lavoro svolto da Our Machinery.
Quel che emerge con forza è la diffusione degli identificatori all’interno dei binari della beta, che suggerisce un legame non solo superficiale.
La scoperta è particolarmente rilevante anche perché lo sviluppo di “The Machinery” si è arrestato in modo improvviso nel 2022, lasciando molti sviluppatori senza risposte. Apple è stata contattata per un commento e l’azienda potrebbe fornire ulteriori chiarimenti.

