Apple sarebbe interessata ad acquisire aziende che sviluppano chip per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da Nvidia per i carichi di lavoro AI più impegnativi.
Oggi Apple gestisce parte dell’elaborazione AI nei propri data center con chip proprietari, ma per attività più pesanti fa affidamento su hardware Nvidia ospitato su infrastrutture cloud di terze parti. Questo scenario include anche l’uso di Gemini, collegato alla versione rinnovata di Siri.
Baltra in ritardo e limiti dei chip server Apple
Il chip server AI di Apple, internamente indicato come Baltra, era atteso per quest’anno ma avrebbe subito un ritardo. In parallelo, il team di progettazione chip di Apple si è storicamente concentrato su dispositivi mobili a batteria, mentre i server ad alte prestazioni richiesti per competere nel segmento AI sono un terreno diverso.
Durante lo sviluppo della versione aggiornata di Siri, gli ingegneri avrebbero provato a far girare modelli Gemini sull’infrastruttura server di Apple, ma i chip progettati con carichi di lavoro tipici di Mac non sarebbero stati in grado di gestire una scala così elevata. Di conseguenza, una parte del lavoro sarebbe stata eseguita usando chip Nvidia nel cloud.
Perché le acquisizioni potrebbero accelerare
Storicamente Apple ha mantenuto un approccio prudente nelle acquisizioni, limitandosi spesso a operazioni nell’ordine di centinaia di milioni di dollari ed evitando acquisti di dimensioni maggiori. Tuttavia, l’impostazione potrebbe essere in evoluzione: a gennaio Apple ha completato l’acquisizione di Q.ai, società israeliana specializzata nell’interpretazione del parlato tramite micromovimenti facciali, con un esborso vicino a 2 miliardi di dollari.
Inoltre, durante l’ultima call sui risultati trimestrali, il CFO Kevan Parekh ha indicato che Apple non punterà più allo stato di “net cash neutral”, una politica con cui l’azienda aveva mantenuto le riserve di cassa in linea con il debito complessivo. La maggiore flessibilità finanziaria potrebbe rendere più pratiche operazioni più grandi.
In casa: chip server basati su M5 Ultra e M7 Ultra
Le acquisizioni non sarebbero l’unica leva. Apple starebbe già lavorando a un chip server basato su M5 Ultra e avrebbe in programma un futuro M7 Ultra pensato per migliorare in modo significativo le prestazioni AI, con un obiettivo che potrebbe avvicinarsi a livelli competitivi rispetto a Nvidia Blackwell.
Per M7 Ultra si parla di supporto fino a 1,5 TB di memoria, circa il doppio rispetto a M5 Ultra. Tuttavia, un chip server basato su M7 Ultra non sarebbe previsto prima del 2029.
Possibile cambio di passo nella strategia
Un’accelerazione nelle operazioni potrebbe anche essere favorita da transizioni di leadership. John Ternus, responsabile dell’hardware, dovrebbe succedere a Tim Cook come CEO a settembre. Inoltre, Johny Srouji avrebbe ricevuto maggiori responsabilità sull’ingegneria hardware complessiva, includendo i semiconduttori.
In passato, anche la capacità di progettare chip in-house di Apple è nata da un’acquisizione: nel 2008 l’azienda ha comprato PA Semi per 278 milioni di dollari, gettando le basi per processori custom oggi presenti in molte linee di prodotto.
Nel frattempo, Apple avrebbe già esplorato anche collaborazioni esterne per chip AI server, tra cui un lavoro con Broadcom avviato nel 2024 e prolungato fino al 2031.
