Tra rumor e indiscrezioni, il prossimo MacBook Pro di Apple potrebbe non chiamarsi davvero “Pro”. L’ipotesi più discussa è quella di un MacBook Ultra, posizionato sopra la linea Pro come nuovo top di gamma, con l’idea che gli attuali modelli con chip M5 Pro e M5 Max restino in vendita anche dopo il lancio.
Il nome Ultra non sarebbe una novità per Apple: è già usato per Apple Watch Ultra e per CarPlay Ultra, oltre che per alcune varianti di silicio “Ultra”. In questo scenario, l’arrivo del nuovo modello potrebbe anche significare un salto di fascia e di prezzo. Le tempistiche, inoltre, sarebbero legate alla disponibilità di componenti: la finestra indicata va da fine anno a inizio 2027, con quest’ultima ipotesi che risulterebbe più probabile a causa di una carenza globale di chip di memoria.
1) Display OLED ibrido
Una delle novità più rilevanti riguarda il display. Le indiscrezioni parlano di OLED per i nuovi modelli, con indicazioni che vedrebbero Samsung Display come produttore delle componenti. Si parla anche di un investimento in una linea di produzione OLED in Corea del Sud, arrivata a un traguardo importante per la produzione di massa.
Per il MacBook Ultra si ipotizza un OLED ibrido, simile a quello descritto per l’ultimo iPad Pro. Questa tecnologia unirebbe un substrato in vetro e un incapsulamento a film sottile, con l’obiettivo di migliorare luminosità, contrasto ed efficienza energetica rispetto agli attuali MacBook Pro basati su LCD con retroilluminazione mini-LED.
2) Touch direttamente sul display
Un’altra svolta sarebbe l’introduzione del touch sul display. Le indiscrezioni indicano che il nuovo Mac potrebbe diventare il primo della gamma Mac a supportare l’input tattile direttamente sullo schermo.
Apple aveva già sperimentato il touch con la Touch Bar su alcuni MacBook Pro, ma la funzione sarebbe stata poi abbandonata dopo un riscontro tiepido. Nel nuovo scenario, invece, l’idea sarebbe non quella di trasformare il Mac in un dispositivo “solo touch” come un iPad, ma di permettere un passaggio fluido tra input tattile e tradizionale trackpad o mouse.
Per abilitare l’esperienza, sarebbero necessari aggiornamenti a macOS. Le indiscrezioni parlano di controlli che cambiano in base al metodo di input: ad esempio, toccando un elemento nella barra dei menu, verrebbe mostrato un set di opzioni più ampio e ottimizzato per il touch.
3) MacBook più sottile
Secondo le indiscrezioni, Apple starebbe lavorando per rendere i modelli OLED significativamente più sottili. L’obiettivo sarebbe inserirsi in una strategia più ampia orientata a prodotti “tra i più sottili e leggeri” nelle rispettive categorie.
Il punto di attenzione è anche storico: l’ultimo grande redesign del MacBook Pro risale al 2021, quando il dispositivo è diventato più spesso e pesante. Tra i cambiamenti, c’è stata la reintroduzione di diversi porti che in precedenza erano stati rimossi per mantenere lo chassis più sottile. Il nodo, quindi, sarebbe capire come Apple riuscirebbe a ridurre ulteriormente lo spessore senza rinunciare alle funzionalità riportate di recente.
4) Dynamic Island al posto del notch
Un’altra ipotesi riguarda la parte frontale del display. Le indiscrezioni parlano della possibilità di eliminare il notch a favore di un taglio sullo schermo potenzialmente simile alla Dynamic Island degli iPhone.
Il riferimento è all’evoluzione della linea iPhone: la Dynamic Island sarebbe stata introdotta con i modelli iPhone 14 Pro nel 2022. Nel caso del Mac, l’elemento sarebbe pensato per essere interattivo e per espandersi in modo contestuale in base all’app o alla funzione in uso, con l’obiettivo di rispondere alle critiche legate al notch che “invade” la barra dei menu di macOS.
5) Chip M6 Pro e M6 Max
Per le prestazioni, le indiscrezioni indicano l’arrivo di chip M6 Pro e M6 Max. Si parla anche di un possibile ripensamento dell’imballaggio, legato a un processo produttivo a 2nm di TSMC, con l’obiettivo di integrare più strettamente componenti come CPU, GPU, DRAM e Neural Engine.
Nel testo delle indiscrezioni viene anche richiamato il significato delle generazioni di processo (come 3nm e 2nm): in generale, numeri più bassi corrispondono a transistor più piccoli, con potenziali benefici su densità, velocità ed efficienza energetica. In questo contesto, Apple potrebbe puntare molto sulla promozione dei chip come ottimizzati per flussi di lavoro legati all’AI.
In sintesi, il possibile MacBook Ultra si configurerebbe come un salto di generazione su più fronti: display OLED ibrido, touch sullo schermo, un design più sottile, un’interfaccia tipo Dynamic Island e una nuova piattaforma con chip M6 Pro/M6 Max. Resta però da verificare se e quando Apple confermerà questi elementi.

