OpenAI starebbe sviluppando uno smartphone pensato per competere direttamente con l’iPhone. Le indicazioni disponibili finora arrivano da Ming-Chi Kuo, che ha collegato lo sviluppo a controlli sulla supply chain e a un cambio di direzione rispetto alla strategia hardware precedentemente comunicata dall’azienda.
Il concetto: “AI agent phone” e interfaccia continua
Secondo Kuo, il dispositivo sarebbe un’“AI agent phone” basata su un’interfaccia continua e capace di comprendere il contesto, invece di puntare sull’uso di singole app. L’idea centrale è che lo smartphone possa catturare lo stato reale dell’utente in tempo reale, includendo elementi come posizione, attività, comunicazioni e contesto complessivo.
In questa impostazione, l’obiettivo sarebbe rendere l’inferenza degli agenti AI più efficace grazie a una visione completa dell’utente. Kuo sostiene inoltre che per offrire un servizio di agenti AI “completo” OpenAI dovrebbe controllare sia il sistema operativo sia l’hardware, con un possibile cambiamento nel modo in cui le persone interagiscono con il telefono: meno avvio di app, più completamento di attività tramite un’interfaccia integrata.
Chip, produzione e componenti: le specifiche note
Per quanto riguarda l’hardware, il report indica l’uso di una versione personalizzata del processore MediaTek Dimensity 9600, costruita sul nodo TSMC N2P nella seconda metà del 2026. In un primo momento Kuo aveva citato anche Qualcomm come possibile partner per i chip, ma successivamente avrebbe indicato che MediaTek risulta “meglio posizionato” per diventare il fornitore principale.
Sul fronte della produzione, Luxshare Precision Industry sarebbe indicata come partner manifatturiero esclusivo. Per i componenti, Kuo riferisce anche che Sunny Optical avrebbe ottenuto ordini per due dispositivi OpenAI, incluso lo smartphone: l’ipotesi è che si tratti del modulo camera.
Tra le specifiche hardware oggi più evidenti, il report menziona un image signal processor con una pipeline HDR potenziata, pensata per migliorare la capacità di “sensing” della fotocamera nel mondo reale. Si parla inoltre di due processori AI per gestire compiti diversi in parallelo, ad esempio visione e linguaggio, oltre a memoria e storage rapidi e a funzioni di sicurezza per isolare i processi.
Il cambio di rotta rispetto ai piani con Jony Ive
Lo smartphone rappresenterebbe un’inversione rispetto alla strategia hardware precedentemente descritta da OpenAI. In passato, le ambizioni dell’azienda erano state associate a form factor non telefonici sviluppati con Jony Ive, ex responsabile del design di Apple. OpenAI ha acquisito la startup di Ive, io Products, per 6,5 miliardi di dollari nel maggio 2025.
Secondo quanto riportato, Ive e il CEO Sam Altman avrebbero detto di non voler costruire un dispositivo con uno schermo. Altman avrebbe descritto un prototipo mostrato ai dipendenti come “la cosa più cool di tecnologia che il mondo abbia mai visto”.
Il primo prodotto nato da questa collaborazione sarebbe stato poi identificato come uno smart speaker con una camera integrata, con prezzo tra 200 e 300 dollari e previsto per l’inizio del 2027. Tra gli altri dispositivi citati in sviluppo figurano smart glasses, una smart lamp e potenzialmente anche earbuds, ma sarebbero più lontani nel roadmap e alcuni potrebbero essere cancellati.
Assunzioni e competizione: cosa sta succedendo nel settore
Il report inserisce lo sviluppo dello smartphone in un quadro più ampio di investimenti sul talento. OpenAI avrebbe infatti assunto oltre 40 ex dipendenti di Apple provenienti dall’area hardware. Tra i nomi citati ci sono Evans Hankey, Tang Tan e Scott Cannon, ex designer di Apple.
In risposta, Apple avrebbe offerto al proprio team di iPhone Product Design bonus di retention fino a 400.000 dollari in restricted stock units, con l’obiettivo di contrastare il “poaching”.
Tempistiche e impatto potenziale su Apple
Per la timeline, la produzione di massa dello smartphone era inizialmente indicata per il 2028, ma Kuo avrebbe aggiornato la previsione alla prima metà del 2027. L’accelerazione sarebbe legata sia a un possibile IPO di OpenAI, in cui un prodotto hardware convincente potrebbe rafforzare la narrativa verso gli investitori, sia all’intensificarsi della competizione nella categoria degli “AI agent phone”.
Kuo stima che, se lo sviluppo restasse sulla traiettoria prevista, le spedizioni complessive tra 2027 e 2028 potrebbero arrivare a circa 30 milioni di unità.
Se l’intera linea di hardware dovesse arrivare sul mercato, OpenAI diventerebbe un concorrente diretto di Apple in più categorie. Apple sarebbe inoltre al centro di indiscrezioni su smart glasses, AirPods con camera, un AI pendant e un hub per la smart home con funzionalità avanzate di Siri.

